La riforma, con entrata in vigore fissata al 1º marzo 2027, collega trasparenza sull’uso dell’AI, responsabilità redazionale e tutela dei contenuti digitali.
Il Vietnam ha approvato il 24 agosto 2026 una modifica alla propria legge sull’editoria che introduce regole specifiche per l’impiego dell’intelligenza artificiale nella produzione dei contenuti. L’entrata in vigore è fissata al 1º marzo 2027. Tra le disposizioni più rilevanti figura l’obbligo di informare il pubblico e apporre un’etichetta chiara sui prodotti editoriali creati totalmente o parzialmente attraverso sistemi di AI.

La scelta inserisce la trasparenza sul processo produttivo tra gli elementi ordinari della pubblicazione. L’etichetta svolge una funzione informativa: permette al lettore di sapere che un sistema generativo ha partecipato alla realizzazione del prodotto. La valutazione della qualità resta affidata al contenuto, alle verifiche svolte e alle responsabilità assunte dall’organizzazione editoriale.
La responsabilità professionale e legale rimane infatti in capo alle persone e alle imprese coinvolte. Il ricorso a uno strumento automatico lascia intatti gli obblighi dell’editore, del caporedattore e dell’editor. Un testo generato o rielaborato con AI continua quindi a richiedere controllo, approvazione e assunzione di responsabilità da parte dei soggetti che ne autorizzano la pubblicazione.
Questo principio ha una ricaduta concreta sui flussi di lavoro. L’AI può intervenire nella preparazione di una bozza, nella traduzione o nella produzione di elementi visivi. La formula adottata dalla riforma, riferita ai contenuti creati «totalmente o parzialmente» con questi sistemi, ha un’estensione potenzialmente ampia. I provvedimenti applicativi dovranno chiarire quali interventi richiedano l’etichetta, come debba essere formulata e dove vada collocata.
In vista dell’entrata in vigore, una preparazione ragionevole comprende la mappatura degli strumenti utilizzati e la registrazione dei passaggi in cui interviene l’AI. Un editore può annotare il sistema impiegato, la funzione assegnata e le verifiche effettuate prima dell’uscita. Questa documentazione rende più semplice decidere quando applicare l’etichetta e consente di ricostruire il processo in caso di contestazioni.

La tracciabilità riguarda anche la relazione tra redazione, collaboratori e fornitori. Autori, traduttori, illustratori e studi esterni possono utilizzare strumenti generativi in fasi diverse della lavorazione. Contratti e linee guida interne dovranno indicare con maggiore precisione quando dichiararne l’impiego, quali materiali possano essere caricati nei servizi e chi debba comunicare le informazioni necessarie all’editore.
Nei prodotti digitali, l’etichettatura apre inoltre una questione di coerenza tra formati. La dichiarazione dovrebbe accompagnare il contenuto nelle versioni disponibili e conservarsi durante la distribuzione. Per ebook, pubblicazioni online e cataloghi digitali potrebbe essere utile integrare l’informazione nei metadati, oltre che nella parte visibile del prodotto. Si tratta di una possibile soluzione operativa, la cui effettiva adozione dipenderà dalle indicazioni applicative e dagli standard scelti dagli operatori.
La riforma interviene anche sulla circolazione illecita dei contenuti. Le disposizioni vietano l’uso dell’AI per compiere atti contrari alla legge e la diffusione online di prodotti di natura editoriale che violino le norme. Il quadro comprende inoltre il contrasto alla detenzione e alla distribuzione di copie pirata, copie contraffatte e ristampe prive di autorizzazione.
Etichettatura e tutela del mercato editoriale seguono così una logica comune fondata sulla provenienza dei contenuti. Per un’opera realizzata con strumenti generativi diventa rilevante ricostruire il contributo umano, l’intervento automatico e la legittimità dei materiali utilizzati. Gli aggiornamenti vietnamiti sul copyright dedicano attenzione anche all’impiego di testi e dati protetti nei sistemi di AI, richiamando temi quali la provenienza lecita delle fonti, le protezioni tecnologiche e la possibilità per i titolari di riservare i propri diritti.
La modifica della legge sull’editoria si innesta su un quadro normativo già più ampio. La legge vietnamita n. 134/2025/QH15 sull’intelligenza artificiale è in vigore dal 1º marzo 2026. A distanza di un anno, le disposizioni editoriali applicheranno alcuni principi di trasparenza e responsabilità a un settore nel quale i contenuti vengono prodotti, selezionati e distribuiti attraverso processi professionali consolidati.
L’approccio settoriale consente di collegare le regole generali sull’AI alle responsabilità tipiche di una filiera. Nell’editoria esistono già ruoli incaricati di controllare accuratezza, conformità e diritti di pubblicazione. La nuova disciplina aggiunge la dichiarazione dell’intervento tecnologico senza trasferire la responsabilità verso il software. Per le redazioni, l’AI entra quindi nel sistema dei controlli editoriali insieme alle altre informazioni necessarie per autorizzare un’uscita.
Le conseguenze interessano anche le imprese internazionali che pubblicano o distribuiscono prodotti nel mercato vietnamita. Sarà opportuno verificare quali edizioni ricadano nell’ambito della legge, come adattare le dichiarazioni ai diversi canali e quali informazioni richiedere ai partner locali. Un contenuto preparato in più Paesi può attraversare strumenti, fornitori e piattaforme differenti; la tracciabilità deve quindi iniziare prima della fase finale di distribuzione.
Per i piccoli editori, l’adeguamento può essere affrontato attraverso procedure proporzionate. Un registro interno degli strumenti, una clausola dedicata nei contratti e una verifica specifica prima della pubblicazione offrono una base organizzativa accessibile. Anche autori indipendenti e professionisti dei contenuti possono adottare pratiche simili, soprattutto quando lavorano con piattaforme internazionali o concedono diritti per traduzioni ed edizioni locali.
Restano da precisare aspetti decisivi come il formato dell’etichetta, la posizione, le eventuali soglie di intervento e il trattamento delle funzioni automatiche integrate nei software comuni. Questi dettagli determineranno quanto la regola sarà comprensibile per il pubblico e sostenibile per gli operatori. Una dichiarazione troppo generica offrirebbe poche informazioni; una procedura eccessivamente complessa potrebbe appesantire lavorazioni nelle quali l’AI svolge compiti marginali.
La direzione scelta dal Vietnam collega l’adozione dell’intelligenza artificiale a procedure editoriali verificabili. Per editori e professionisti, il passaggio più utile consiste nel trattare l’uso dell’AI come una parte documentata del processo produttivo. Etichettatura, controllo umano e gestione dei diritti diventano così elementi coordinati di una pubblicazione capace di impiegare nuovi strumenti mantenendo chiara la catena delle responsabilità.
Fonti
- Luật số 134/2025/QH15 của Quốc hội: Luật Trí tuệ nhân tạo
- Nội dung do AI tạo sẽ phải gắn nhãn
- AI Archives – The New Publishing Standard

