Nel suo post al blog, pubblicato il 23 settembre 2025 e intitolato Abundant Intelligence, Sam Altman presenta una visione ampia e articolata in cui l’intelligenza artificiale diventa il motore principale dell’economia globale e, in prospettiva, una risorsa da considerare quasi come un diritto universale. Secondo Altman, la domanda di calcolo crescerà fino a livelli tali da richiedere la costruzione di infrastrutture su una scala mai tentata prima. L’obiettivo dichiarato è aggiungere fino a un gigawatt di capacità elettrica ogni settimana, un traguardo che esprime la volontà di imprimere un ritmo continuo e industrializzato all’espansione delle reti di calcolo. Altman usa questa unità come simbolo della scala desiderata: immagina un processo regolare e costante in cui vengono messi in funzione poli tecnologici sempre più grandi, dotati di chip avanzati, server ad alta densità, impianti energetici dedicati e infrastrutture ausiliarie. In termini concreti, un gigawatt equivale all’energia necessaria a milioni di abitazioni; applicato al mondo dell’AI, significa creare enormi complessi pronti a sostenere immediatamente l’addestramento e l’esecuzione dei modelli più avanzati. L’espansione informatica viene così paragonata a una catena di montaggio: al posto dei beni materiali si costruisce costantemente nuova capacità cognitiva artificiale. L’intento è permettere all’intelligenza artificiale di svilupparsi senza interruzioni dovute alla scarsità di calcolo.
Altman evidenzia che una simile abbondanza aprirebbe la strada a progressi straordinari. Con una disponibilità così ampia di calcolo diventa realistico immaginare soluzioni mediche radicali, come la cura definitiva di alcune malattie considerate finora incurabili, e sistemi educativi in grado di fornire insegnamento personalizzato a ogni studente, adattando contenuti e metodi alle necessità individuali. Per raggiungere questi risultati servirà innovare a tutti i livelli della filiera tecnologica: dallo sviluppo di chip più potenti alla produzione e distribuzione di energia, dalla robotica per l’automazione dei processi fino alle architetture edilizie che ospiteranno i nuovi data center. L’insieme di tali sforzi, secondo Altman, costituirà il più grande e significativo progetto infrastrutturale della nostra epoca.
Un elemento centrale della visione riguarda la scelta di radicare gran parte di questo sviluppo negli Stati Uniti. Negli ultimi anni altri paesi hanno costruito fabbriche di semiconduttori e nuove centrali energetiche con maggiore rapidità; OpenAI intende contribuire a invertire questa dinamica riportando una parte consistente di tali capacità produttive sul suolo americano. L’obiettivo è duplice: assicurare autonomia tecnologica e posizionare gli Stati Uniti come centro nevralgico della prossima fase dell’economia digitale. Nei mesi successivi l’azienda prevede di rivelare i partner coinvolti e di illustrare i modelli di finanziamento studiati per sostenere un’espansione tanto rapida quanto onerosa. La convinzione di fondo è che l’aumento della capacità di calcolo costituisca insieme un requisito tecnico e la chiave per far crescere i ricavi, consolidando la leadership nel settore dell’intelligenza artificiale.

