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Contenuto sviluppato con intelligenza artificiale, ideato e revisionato da redattori umani.
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Opera ha lanciato Neon, un browser con intelligenza artificiale agentica concepito per diventare un alleato diretto delle attività quotidiane sul web, superando la funzione tradizionale di semplice visualizzatore di pagine. L’obiettivo dichiarato è quello di affiancare gli utenti nelle operazioni più articolate, riducendo passaggi ripetitivi e offrendo un supporto proattivo. Il debutto avviene attraverso un programma di accesso anticipato dedicato agli iscritti alla lista d’attesa denominata Neon Founders, che consente di testare le nuove funzioni in anteprima e fornire feedback utili al perfezionamento della piattaforma.

Il concetto centrale su cui si basa Neon è quello dei Task, ambienti separati che organizzano il lavoro in base a progetti o obiettivi specifici. Ogni Task racchiude pagine, strumenti e azioni pertinenti, creando una sorta di contenitore intelligente in cui il contesto viene preservato. All’interno dei Task operano due elementi distinti: Neon Chat, orientato all’analisi e alla comprensione delle richieste, e Neon Do, focalizzato sull’esecuzione delle azioni. Grazie a questo sistema, il browser è in grado di aprire e chiudere schede, compilare moduli online, confrontare informazioni e interagire con i siti utilizzando la sessione autenticata dell’utente, senza bisogno di passaggi manuali. Tutto avviene con controlli chiari e reversibili, inclusa la possibilità di mettere in pausa o interrompere il processo in qualsiasi momento. Le radici di questa tecnologia risalgono al prototipo denominato “Browser Operator”, mostrato per la prima volta da Opera nel mese di marzo.

Una caratteristica rilevante del nuovo browser è l’introduzione delle Cards, istruzioni aggiuntive che ampliano e raffinano le capacità di risposta. Queste schede agiscono come estensioni del prompt, permettendo di estrarre dati con precisione, creare tabelle di confronto, sintetizzare decisioni prese in una riunione o predisporre un set di azioni sequenziali. Le Cards possono essere progettate direttamente dall’utente in base alle proprie esigenze oppure scaricate da una raccolta comune, favorendo la condivisione di soluzioni pronte tra la comunità di utilizzatori. In questo modo il browser diventa un ambiente che evolve in base ai flussi di lavoro personali e collettivi.

Un altro modulo innovativo è Make, pensato per la produzione di contenuti e strumenti digitali. Make interpreta ciò che occorre creare e coordina gli agenti dedicati per generare risultati concreti come siti web, piccoli videogiochi, presentazioni multimediali, report strutturati o prototipi di applicazioni. I file prodotti vengono consegnati in formato sorgente, pronti per essere modificati o distribuiti. Questo processo può proseguire anche quando l’utente non è connesso, grazie a una macchina virtuale attiva su server localizzati in Europa, che mantiene il flusso di lavoro costante e riduce i tempi di attesa.

Accanto alle nuove funzioni, Neon conserva i principali strumenti che hanno reso i browser Opera familiari e affidabili: il blocco delle pubblicità, la VPN integrata, la gestione dei segnalibri e le applicazioni in sidebar. L’attenzione però è rivolta a un pubblico che utilizza in modo intensivo l’intelligenza artificiale e che cerca un’integrazione organica di queste capacità nel proprio ambiente di navigazione. Per questa ragione, Neon è proposto come servizio premium in abbonamento, con una distribuzione graduale a partire dagli inviti ufficiali e con la possibilità di iscriversi a una lista d’attesa su operaneon.com. Le prime indiscrezioni parlano di un costo intorno ai venti dollari al mese durante la fase iniziale di accesso.

Con il lancio di Neon, Opera entra a pieno titolo nel panorama emergente dei browser agentici, una categoria di software che punta a trasformare la navigazione in un’esperienza operativa capace di gestire attività complesse e automatizzare flussi di lavoro. Si tratta di un segmento in rapida crescita, seguito con attenzione dalla stampa di settore e destinato a influenzare l’evoluzione futura dell’interazione tra esseri umani e strumenti digitali.