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Roma Capitale rinnova l’area servizi con la ricerca basata sull’intelligenza artificiale

Contenuto sviluppato con intelligenza artificiale, ideato e revisionato da redattori umani.
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Il portale istituzionale introduce un accesso più dialogico alle informazioni, sostenuto da tecnologie di AI generativa e da un aggiornamento progressivo dei contenuti.

Il portale istituzionale di Roma Capitale integra una funzione di ricerca basata sull’intelligenza artificiale per facilitare l’accesso alle informazioni e ai servizi pubblici. L’obiettivo è avvicinare il linguaggio usato dalle persone alla struttura amministrativa dei contenuti, riducendo la necessità di conoscere in anticipo il nome preciso di un procedimento, dell’ufficio competente o della sezione in cui cercare.

Illustrazione concettuale di un portale pubblico con ricerca intelligente che collega domande in linguaggio naturale ai servizi amministrativi.
Ricerca più vicina al linguaggio delle persone e alla struttura dei servizi pubblici.

La pagina dedicata ai servizi presenta una barra di ricerca centrale e una navigazione orientata alle attività che il cittadino deve svolgere. Il motore utilizza tecnologie di AI per indicizzare i contenuti, comprendere le domande e restituire risultati pertinenti. L’interazione assume così una forma più vicina a una richiesta espressa in linguaggio naturale rispetto alla tradizionale sequenza di parole chiave.

Dalle parole chiave all’intenzione dell’utente

Un motore di ricerca convenzionale tende a individuare corrispondenze tra i termini digitati e quelli presenti nelle pagine. Questo meccanismo funziona bene quando il lessico dell’utente coincide con quello dell’amministrazione. Le difficoltà aumentano quando una persona descrive una necessità quotidiana, mentre il portale organizza la stessa informazione attraverso categorie, regolamenti e denominazioni tecniche.

Una ricerca capace di interpretare le domande può riconoscere con maggiore efficacia l’intenzione che guida la richiesta. Espressioni relative a un cambio di residenza, all’iscrizione scolastica o a un’autorizzazione possono essere collegate alle schede più utili anche quando le parole impiegate dal cittadino differiscono dal titolo ufficiale del servizio. Il risultato atteso è un percorso più breve tra la domanda iniziale e l’informazione operativa.

Fonte: Roma Capitale | Sito Istituzionale | Servizi

La funzione agisce soprattutto sul livello di accesso e orientamento. Le procedure amministrative restano affidate ai servizi digitali sottostanti, con i relativi moduli, requisiti e sistemi di autenticazione. La ricerca con AI può accompagnare l’utente verso la destinazione corretta e aiutarlo a capire quale percorso seguire. Questa distinzione chiarisce il ruolo concreto della tecnologia all’interno del portale.

Un intervento inserito nella strategia digitale della città

Il nuovo motore rientra in un programma più ampio di trasformazione dei servizi digitali di Roma Capitale. Nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione 2026-2028, l’amministrazione indica di aver rilasciato un sistema di ricerca per il portale istituzionale basato su risorse Azure OpenAI e soluzioni di AI generativa, con l’obiettivo di migliorare qualità ed efficacia dei risultati.

Il PIAO 2025-2027 includeva inoltre l’aggiornamento delle schede servizio attraverso strumenti di intelligenza artificiale. I due interventi riguardano livelli strettamente collegati: da una parte il sistema che interpreta la domanda, dall’altra i contenuti che devono fornire istruzioni comprensibili, aggiornate e coerenti. La qualità dell’esperienza dipende dall’allineamento tra questi elementi.

L’adozione dell’AI in un portale pubblico richiede quindi un lavoro editoriale esteso. Le schede devono avere titoli chiari, descrizioni complete e informazioni strutturate in modo uniforme. Metadati, collegamenti e classificazioni aiutano il sistema a individuare le relazioni tra le richieste degli utenti e le risorse disponibili. Un contenuto ben organizzato resta essenziale anche quando l’interfaccia diventa più conversazionale.

Illustrazione concettuale del lavoro editoriale che alimenta una ricerca pubblica assistita dall’AI con contenuti strutturati e collegati.
L’efficacia della ricerca dipende anche dalla qualità e dalla struttura dei contenuti.

Il portale pubblico come sistema editoriale

L’evoluzione dell’area servizi interessa anche il settore dell’editoria digitale. Un sito istituzionale pubblica grandi quantità di contenuti, li aggiorna nel tempo e deve renderli reperibili a persone con competenze ed esigenze differenti. Da questa prospettiva, l’intelligenza artificiale interviene nella mediazione tra un archivio complesso e il lettore che cerca una risposta concreta.

Lo stesso principio può essere applicato a biblioteche digitali, centri di documentazione e portali aziendali. In tutti questi ambienti, la ricerca semantica può facilitare l’esplorazione di raccolte ampie e distribuire meglio l’attenzione tra i contenuti. La tecnologia acquista valore quando guida verso documenti affidabili e mantiene visibile il collegamento con la pagina istituzionale da cui proviene l’informazione.

Per chi produce e gestisce contenuti, questo cambiamento amplia il lavoro di progettazione. Scrivere per un sistema assistito dall’AI significa curare la chiarezza delle frasi, la coerenza terminologica e la struttura dei dati. Le risposte del motore dipendono infatti dal patrimonio informativo disponibile e dal modo in cui viene mantenuto. Il processo editoriale comprende sempre più anche la preparazione dei contenuti per nuovi strumenti di accesso.

Come valutare l’efficacia della nuova ricerca

I documenti pubblici disponibili descrivono la tecnologia adottata e gli obiettivi generali, senza fornire metriche sugli effetti prodotti nell’uso quotidiano. Una valutazione completa potrà considerare la capacità degli utenti di raggiungere la pagina corretta, il numero di ricerche riformulate e la conclusione dei percorsi verso i servizi online. Questi indicatori aiuterebbero a distinguere la qualità tecnica del motore dalla sua utilità effettiva.

Servirà anche osservare come il sistema gestisce domande formulate in modi diversi. Il linguaggio dei servizi pubblici coinvolge persone con livelli differenti di familiarità digitale, conoscenza amministrativa e padronanza dell’italiano. Una ricerca più flessibile può sostenere l’accessibilità quando comprende formulazioni comuni e restituisce risultati ordinati con spiegazioni essenziali.

La documentazione di programmazione non specifica il modello impiegato, le modalità di governo delle risposte o i tempi previsti per le successive evoluzioni. La presenza di Azure OpenAI conferma comunque una componente tecnica formalizzata nella pianificazione dell’amministrazione. Gli sviluppi futuri potranno chiarire l’estensione del servizio e il modo in cui qualità, aggiornamento e trasparenza vengono controllati nel tempo.

L’esperienza di Roma Capitale mostra una direzione concreta per i portali pubblici: usare l’AI come livello di collegamento tra le domande delle persone e un patrimonio informativo articolato. Il beneficio dipenderà dalla precisione della ricerca, dalla qualità delle schede e dalla continuità del lavoro editoriale. Quando questi fattori procedono insieme, il portale può offrire un accesso più diretto ai servizi e trasformare la ricerca in uno strumento di orientamento quotidiano.

Fonti