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Contenuto sviluppato con intelligenza artificiale, ideato e revisionato da redattori umani.
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Le nuove funzioni collegano specifiche in Markdown, design e codice per rendere più chiari e controllabili i flussi assistiti dall’intelligenza artificiale.

Figma amplia il proprio ambiente di progettazione con strumenti pensati per organizzare il lavoro condiviso tra persone e agenti di intelligenza artificiale. Le novità, presentate durante il primo Config organizzato in India, comprendono Figma Specs, il passaggio dei code layers alla open beta e nuove integrazioni con strumenti esterni. L’obiettivo è fornire agli agenti indicazioni più esplicite sul progetto, riducendo l’ambiguità che può emergere quando design, istruzioni e codice restano distribuiti tra applicazioni diverse.

L’introduzione degli agenti nei software creativi porta infatti una nuova esigenza organizzativa. Un assistente può generare un’interfaccia, proporre una variante o intervenire sul codice, però la qualità del risultato dipende dal contesto che riceve. Colori, componenti, regole tipografiche e criteri di comportamento devono essere comprensibili sia alle persone sia ai sistemi automatici. Figma sta quindi lavorando su un livello intermedio che traduca le decisioni progettuali in istruzioni utilizzabili durante l’intero flusso di lavoro.

Figma Specs risponde direttamente a questa esigenza. La funzione è un editor basato su Markdown nel quale un team può descrivere il proprio linguaggio di design e conservarlo come riferimento per collaboratori e agenti. Markdown è una sintassi testuale leggera, leggibile anche senza strumenti specializzati e adatta a organizzare titoli, elenchi e indicazioni operative. Una specifica può vivere come file autonomo oppure essere collocata accanto alla canvas, mantenendo istruzioni e materiali visivi nello stesso ambiente.

Rappresentazione concettuale di specifiche di design condivise tra persone e agente AI.
Specs traduce le regole di progetto in istruzioni condivise.

Una struttura simile consente di trasformare convenzioni spesso implicite in un documento condiviso. Il team può indicare come usare determinati componenti, quali criteri seguire nella composizione delle schermate e quale coerenza mantenere tra le diverse parti del prodotto. L’agente riceve così un riferimento stabile durante la generazione. Le persone, allo stesso tempo, possono leggere e modificare le istruzioni con strumenti familiari, senza affidare l’intero processo a comandi inseriti di volta in volta.

Questa impostazione aiuta a distinguere il prompt occasionale dalle regole durature di un progetto. Un prompt descrive generalmente il compito immediato; una specifica può raccogliere principi destinati a essere riutilizzati in più attività. Per un gruppo di lavoro significa poter chiarire in anticipo il perimetro entro cui l’agente deve operare. Il risultato atteso è una collaborazione più prevedibile, nella quale le modifiche proposte dall’AI restano collegate alle decisioni già prese dal team.

Accanto a Specs, Figma ha portato i code layers in open beta dal 15 ottobre 2026. La funzione avvicina il codice alla struttura del progetto e si inserisce nel percorso che collega progettazione e sviluppo. La open beta allarga la possibilità di sperimentare questo modello in condizioni operative reali, offrendo a designer e sviluppatori un terreno comune sul quale osservare come gli elementi visivi si traducano in componenti utilizzabili.

Fonte: Figma Learn Help Center — What's new from Config India 2026

Il valore pratico dei code layers emerge soprattutto nei passaggi di consegna. Molti progetti attraversano una sequenza di file, documenti e ambienti di sviluppo, con il rischio di perdere dettagli lungo il percorso. La presenza di design, specifiche e codice in uno spazio coordinato può rendere più facile il confronto sulle modifiche e aiutare gli agenti a lavorare con informazioni coerenti. Figma collega esplicitamente queste funzioni a un flusso design-to-code più collaborativo e controllabile.

Specs e code layers risultano supportati anche su dispositivi mobili, oltre che nelle versioni desktop e web. La disponibilità su più interfacce è rilevante per i gruppi distribuiti, nei quali revisioni e approvazioni avvengono spesso lontano dalla postazione principale. Il telefono difficilmente sostituisce un ambiente completo di progettazione, mentre può diventare utile per consultare una specifica, seguire l’evoluzione del lavoro e intervenire su una decisione circoscritta.

L’aggiornamento comprende anche il supporto a oltre 20 nuovi strumenti attraverso MCP. Questo protocollo permette alle applicazioni compatibili di mettere a disposizione contesto e azioni per modelli e agenti. Figma cita, tra gli altri, Open Code, Dia e Sarvam. Il numero delle integrazioni indica la volontà di far circolare le informazioni di progetto tra servizi differenti, lasciando ai team la possibilità di scegliere strumenti adatti alle proprie attività.

Flusso concettuale che collega design, contesto e codice tra strumenti diversi.
Le integrazioni estendono il contesto lungo tutto il flusso di lavoro.

L’interoperabilità diventa particolarmente importante quando un agente parte dal design e prosegue il lavoro in un ambiente dedicato al codice o alla gestione dei contenuti. Specifiche chiare possono accompagnare questi passaggi e offrire un riferimento comune. Per le aziende, il vantaggio potenziale risiede nella continuità del contesto: ogni applicazione può contribuire al flusso senza richiedere la ricostruzione manuale di tutte le istruzioni a ogni trasferimento.

Un ulteriore tassello riguarda l’integrazione di Payload in Figma Make, arrivata dopo l’acquisizione della piattaforma da parte di Figma. Payload consente di creare siti dinamici e gestire contenuti, avvicinando la produzione di interfacce alla componente editoriale e applicativa. Figma Make può così essere impiegato in progetti nei quali una pagina deve collegarsi a contenuti aggiornabili, superando il perimetro di una dimostrazione visiva statica.

La ricaduta interessa anche editori digitali, professionisti dei contenuti e piccole imprese. Un gruppo può definire l’identità visiva in Specs, sviluppare l’interfaccia con il supporto degli agenti e collegare il risultato a un sistema di gestione dei contenuti. Il flusso resta naturalmente dipendente dalle competenze del team e dalla qualità delle istruzioni. Le nuove funzioni offrono però una struttura più ordinata per coordinare attività che spesso coinvolgono figure professionali e applicazioni differenti.

Image Credits: FigmaImage Credits:Figma Fonte: TechCrunch — Figma announces new features to define how agents work on its platform

Per valutare l’efficacia dell’approccio sarà utile osservare tre aspetti: la facilità con cui le specifiche vengono mantenute aggiornate, la corrispondenza tra design e codice e la capacità degli agenti di rispettare le regole definite. Lo stato di open beta indica che alcune modalità operative potranno evolvere sulla base dell’utilizzo. Disponibilità per piani, regioni e singole funzioni andrà verificata nella documentazione aggiornata prima di adottare il sistema in processi produttivi.

La direzione scelta da Figma mostra come gli strumenti creativi stiano incorporando l’AI dentro strutture di lavoro condivise. La generazione resta una parte del processo; acquistano crescente importanza le istruzioni persistenti, il collegamento tra applicazioni e la possibilità di verificare ciò che l’agente produce. Specs, code layers e integrazioni MCP costruiscono questo livello di coordinamento. Per i team, il cambiamento più concreto consiste nella possibilità di trattare gli agenti come partecipanti a un flusso documentato, con regole leggibili e un contesto accessibile lungo le diverse fasi del progetto.

Fonti