Il triennio 2023, 2024, 2025 ha trasformato la produzione di contenuti sul web in un processo sempre più assistito, nel senso operativo del termine: una quota crescente di testi, immagini, audio e video nasce con un intervento diretto di strumenti generativi, oppure viene rifinita, ampliata e adattata da funzioni integrate nei software di scrittura, grafica, montaggio e pubblicazione. Questo cambiamento ha inciso sul ritmo della produzione, sulla struttura dei contenuti e sul modo in cui vengono pensati fin dall’origine. La diffusione non dipende da un singolo canale o da una singola piattaforma, perché il fenomeno è trasversale e sistemico: un contenuto prende forma in un editor, passa in un sistema di gestione, viene distribuito tramite newsletter e social, poi tradotto, adattato a contesti diversi, sintetizzato o riorganizzato, spesso attraverso lo stesso insieme di strumenti. Per questo, quando si parla di avanzata nel web, risulta più utile osservare indicatori che descrivano il comportamento globale dei flussi produttivi, piuttosto che concentrarsi sul successo o sulla diffusione di un servizio specifico.
In questo fine 2025 la spinta principale arriva dalla maturità dei modelli generativi multimodali e dal loro inserimento stabile nel lavoro quotidiano di autori, redazioni, team di comunicazione e creatori indipendenti. Da un lato, i grandi modelli di linguaggio hanno allargato il raggio d’azione delle attività testuali, coprendo ambiti come pagine di supporto, guide operative, descrizioni di prodotto, schede tecniche, contenuti editoriali di medio e lungo respiro, riassunti, riformulazioni e localizzazioni linguistiche. Dall’altro lato, i modelli dedicati a immagini, audio e video hanno reso accessibili operazioni che fino a poco tempo prima richiedevano competenze specialistiche o tempi di lavorazione elevati. Il risultato è stato un impatto diretto su quantità, iterazione e continuità della produzione, con cicli di revisione più rapidi e una maggiore capacità di sperimentazione. In questa cornice, l’uscita di GPT-5.2 e Gemini 3, collocata nel 2025, assume rilievo perché rafforza il paradigma del modello centrale capace di gestire compiti complessi, contesti lunghi, strumenti esterni e ragionamento multimodale, favorendo un passaggio più fluido da testo a immagini, da immagini a video e da bozze concettuali a materiali pronti per la pubblicazione.
Per i testi l’indicatore più utile, quando si ragiona in modo globale, resta la quota di nuovo materiale pubblicato online che mostra segnali di generazione o di assistenza automatica. Studi basati su ampi indici del web e analisi su grandi volumi di contenuti indicizzati suggeriscono che il peso di questi testi è cresciuto rapidamente nel corso del triennio. Già nel 2023, a un anno dall’esplosione dell’uso di strumenti conversazionali e di scrittura assistita, una parte consistente degli articoli risultava prodotta o rielaborata con questi sistemi. Nel 2024 la produzione automatica ha superato la metà del volume in segmenti rilevanti dell’editoria online, mentre nel 2025 le analisi su nuove pagine indicizzate indicano una presenza ancora più estesa e distribuita.
Questa crescita si estende ai siti che pubblicano notizie e post di approfondimento, alle knowledge base, alla documentazione di prodotto, alle pagine commerciali, alle FAQ, ai materiali di supporto e ai contenuti destinati al posizionamento nei motori di ricerca. Il punto chiave, lato web, è la standardizzazione del flusso: l’autore umano definisce struttura, obiettivo e vincoli, poi affida al generatore la prima stesura, le varianti, i riassunti e le riscritture per target e canali differenti, intervenendo in fase di revisione e controllo. Questo assetto ha modificato la natura stessa della scrittura online, rendendola più modulare e più facilmente adattabile a contesti diversi.
Per le immagini il quadro si muove su due livelli strettamente intrecciati. Il primo riguarda il volume assoluto: già nel 2023 circolavano stime globali di decine di milioni di immagini generate ogni giorno, con un cumulativo di miliardi in un arco di tempo relativamente breve, segnale di un utilizzo di massa che supera la dimensione sperimentale. Il secondo livello riguarda l’integrazione nei flussi professionali: nel 2025 la generazione di asset visivi è sempre più incorporata nei prodotti destinati a creativi, team editoriali e reparti marketing, con funzioni che coprono immagini statiche, video brevi e output tridimensionali, e con volumi dichiarati nell’ordine di decine di miliardi di asset prodotti. Questo conta per la diffusione nel web perché una parte rilevante delle immagini pubblicate online nasce come derivazione: una base generata viene adattata a formati diversi, ritagliata, declinata in varianti stilistiche o linguistiche, dando origine a molteplici asset coerenti pronti per siti, social e campagne digitali.
L’audio segue una dinamica particolare, perché il web ospita sia creazioni nate per la fruizione diretta sia componenti sonore integrate in video, podcast, corsi, pagine interattive e prodotti digitali. In questo ambito la diffusione si legge con chiarezza osservando i flussi di pubblicazione. Nel 2025 è emerso che le tracce interamente generate costituiscono una quota significativa dei nuovi caricamenti sulle piattaforme di distribuzione, con un passaggio rapido da valori iniziali contenuti a percentuali molto più elevate nell’arco di pochi mesi e con volumi giornalieri dell’ordine delle decine di migliaia di brani. Parallelamente, le metriche di produzione degli strumenti di generazione musicale mostrano una capacità produttiva estremamente alta, con ritmi di creazione difficili da ottenere tramite processi tradizionali. Per il web questo si traduce soprattutto in disponibilità: colonne sonore rapide, varianti per durata e atmosfera, sigle, intro e loop diventano elementi facilmente integrabili, favorendo la crescita di contenuti sonori anche in contesti che in passato ne erano privi.
Quella dei video è la categoria che spinge con maggiore forza sul piano della visibilità pubblica, perché domina i consumi digitali e perché i formati brevi funzionano meglio quando vengono pubblicati con una cadenza regolare, creando abitudine e aumentando le occasioni di scoperta. Misurare in modo globale la quota di video generati in senso stretto resta complesso, dato che la filiera comprende generazione, montaggio assistito, sottotitoli automatici, rimozione degli sfondi, adattamenti di formato e riuso di materiali esistenti. Un indicatore globale affidabile è l’adozione dichiarata di strumenti generativi nella produzione video: già nel 2024 una larga maggioranza di professionisti del video marketing dichiarava l’uso di queste soluzioni, mentre tra 2024 e 2025 la quota rilevata continua a crescere, segnalando che le funzioni generative sono entrate stabilmente nel toolkit di produzione e pubblicazione online. Questo si riflette in un aumento della frequenza di pubblicazione e in una maggiore uniformità di stile e formato tra canali, grazie a pipeline ripetibili e scalabili.
Nel 2025, sul fronte video, Sora 2 ha consolidato la generazione da prompt in un ambiente dedicato con strumenti orientati alla costruzione di sequenze, rendendo più agevole trasformare un’idea in un clip pronto per il web. Nello stesso periodo, le soluzioni video generative di Google, a partire da Veo e dalle sue evoluzioni, ampliano l’accesso alla generazione video attraverso strumenti integrati nei flussi creativi e nei prodotti di uso quotidiano, favorendo output più controllabili e più facilmente adattabili a formati diversi.
Arriviamo ai grafici.
Nel grafico dei testi l’asse orizzontale mostra gli anni 2023, 2024, 2025, 2026, 2027, 2028. L’asse verticale è una percentuale da 0 a 100. La linea continua collega i valori osservati nel triennio 2023, 2024, 2025, mentre la linea tratteggiata estende la proiezione 2026, 2027, 2028 a partire dal 2025. La lettura è semplice: la curva sale molto tra 2024 e 2025, poi prosegue con un ritmo più graduale, tipico dei fenomeni che entrano in una fase di diffusione ampia. I punti di partenza sono coerenti con analisi su contenuti pubblicati e con misurazioni su nuove pagine indicizzate.

Nel grafico delle immagini l’asse verticale usa un indice, con base 2023 uguale a 100, e con un limite superiore fissato a 300 per rendere leggibile la crescita. L’asse orizzontale è lo stesso. Questo grafico non misura “quante immagini esistono sul web”, misura l’intensità dell’attività generativa globale anno su anno, cioè quanta generazione viene effettuata per produrre asset destinati anche alla pubblicazione online. Il 2023 è ancorato a stime globali di decine di milioni di immagini generate al giorno e a un cumulativo già nell’ordine dei miliardi; il 2025 riflette l’espansione dell’integrazione in ambienti professionali e i volumi dichiarati per la generazione di asset.

Nel grafico dell’audio l’asse verticale è una percentuale da 0 a 100 e l’asse orizzontale segue la stessa sequenza di anni. Qui la serie descrive una quota stimata dei nuovi caricamenti musicali in streaming che risultano interamente generati, usata come proxy globale perché fotografa un flusso reale di pubblicazione online. Il 2025 è ancorato a dati pubblicati che indicano una crescita rapida nel corso dell’anno, con un valore elevato già a settembre e con volumi quotidiani importanti. I valori 2023 e 2024 servono a rendere visibile la traiettoria, coerente con le variazioni note sul periodo e con il ritmo con cui questi strumenti sono entrati nei workflow.

Nel grafico del video l’asse verticale è ancora una percentuale da 0 a 100 e l’asse orizzontale copre 2023, 2024, 2025, più la proiezione 2026, 2027, 2028. La serie deriva da indagini sul settore video marketing, utili come termometro globale perché questi flussi alimentano una parte sostanziale dei video pubblicati sul web. I punti osservati mostrano un aumento netto dell’adozione e una continuità nel 2025, con una proiezione che mantiene la crescita e poi la fa rallentare, un andamento tipico quando un insieme di funzioni diventa standard nelle suite di produzione.

Conclusioni
La diffusione dei contenuti generati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale nel web, tra 2023 e 2025, si legge come un passaggio da “strumenti aggiuntivi” a “infrastruttura creativa” distribuita. I testi mostrano l’impronta più misurabile sulla superficie del web, perché le pagine sono indicizzabili e analizzabili su larga scala. Le immagini accelerano grazie a volumi enormi e all’integrazione nel software, con un effetto moltiplicatore sulle varianti pubblicate. L’audio cresce sia come produzione autonoma sia come ingrediente di contenuti e prodotti digitali, con segnali forti nei flussi di upload. Il video si espande soprattutto attraverso l’adozione di tool generativi nelle pipeline, che rende più frequente e più stabile la pubblicazione. Il prossimo triennio 2026, 2027, 2028, nella proiezione, mantiene questa direzione: crescita ampia, ritmi più regolari, strumenti sempre più centrali, con modelli come GPT-5.2 e Gemini 3 che rendono naturale il passaggio tra formati e il controllo di un processo creativo continuo.

Dalla bozza al libro finito: GPT-5 come motore, tu al comando. Prezzo di lancio 9,99 €
